febbraio 20, 2012

dalek ’80

ci abitueremo ai nuovi loghi
pensando che siamo come l’amore
per sempre

ne avremo nostalgie sbalordite
in qualche foto in cui svettano
da vincitori

così – amore – il tuo dalek ELDORADO
cola colori fantastici sulle tue labbra
appena appena congestionate

era un settembre del millenovecentottanta
il mare era già freddo e io tenevo un micro
processore nel caldo del cuore

febbraio 14, 2012

incipit su “La carestia”

{entra il banditore}
l’offerta speciale è terminata è svaporata l’aranciata esagerata
la carne attorno all’osso ha suppurato è aperto per lutto l’ipermercato
il cane morde il cane dal di dietro con la bocca fa cano il suo deretano

{coro dei mendicanti}
è arrivata la caristia che tutte le feste si porta via
eccola la dolce caristia che sorrisi e canzoni si porta via

{l’amore alla sua amata: ha fame}
amore un tocco solo ti darei un solo stacco sopra al collo tuo
vibroso setoloso uno sbocco te lo darei per poterti slabbrare
con la bocca mia la tutta tua volgare succhiolenta giugulare

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febbraio 8, 2012

a volte ricevo la cosa più dolce

a volte ricevo la cosa più dolce
ecco la cosa che spande bellezza
è una cosa formato gigante
lei è fragile come una roccia

io ne sento la cieca paura
sento l’osso mollo del cranio
ogni tanto la penso una cosa
il suo sogno è fare il gigante

è una cosa che spande bellezza
di lei temo gli orrori del mondo
è una cosa che schianta la terra
è la cosa più debole al mondo

ho paura come possa soffrire ho
paura come una cosa nuova che
viene a cadere nelle mie braccia
e si fida di quello che gorgo

glio con la bocca nella sua bocca
il mio amore è una formica dentata
lei mi guarda con il buio negli occhi
io le posso solo dire perdono per tutto

non c’è niente che possa salvarla
la sua testa è scura e preziosa
è una cosa piccola e calda
ha una voce di cui sento il sapore

con la voce io le dico menzogne
gliele canto con note sottili
tutto l’oro e l’azzurro del mondo
come un globo e un mantello serraglio

come un globo e un mantello serraglio
per proteggerle il cuore vermiglio
con le sbarre da uccellino furioso
compitare gli orrori del mondo

compitare gli orrori del mondo
sarà questa la sua meraviglia
osservarsi i ginocchi sbucciati
che si succhiano tutta la terra

ogni cosa poi perde magia, anche
lei resterà scaricata, tornerà
un’umana qualunque una fontana
disidratata

dicembre 20, 2011

scusate ma del titanic ancora vi devo

scusate ma del titanic ancora vi devo
parlare ancora del titanic che è crolla
to come una torre di sapone
tte devon infilate a forza in un alto

avete visto quel grande maiale nel mezzo
dell’ipermercato avete sentito i suoi gru
gniti primitivi avete toccato il grasso
che colava dalle sue vene varicose e spa

come salamini in fila ecco le saponette rosa
che spurgano dalle bocche delle signore
tutte acciambellate con la faccia affettata

rosa dalla caria che trapassa la pelle la mozza
l’incarna tutta in pellicole trasparenti il culo
teso all’alto la lingua che sfrigola in basso

[è entrata la nave da dietro in aria il maiale
a pezzi ha sfondato i sacchetti ecoambientali
le lingue delle signore si sono staccate di net

to per i godimenti introinguinali]

dicembre 15, 2011

dall’italia

qua si fa l’italia o si muore
qua si muore anche senza l’italia
qua bisogna rifarla daccapo
quest’italia è una camera a gas

quest’italia è una camera a gas
è un sepolcro e un pandoro imbiancato
è un italia da fine del mondo
è la notte del santo natale

è la notte del santo natale
qua in italia sono tutti più buoni
circa il dieci per cento d’italia
ha il quaranta per cento di tutto

la mia fonte non è il mio dolore
la mia fonte non toglie la sete
la mia fonte dice cose sincere
la mia fonte è bankitalia

è la notte del santo natale
ogni dono ha una vena sottile
ogni vena si apre sul lato
ogni dono adesso è spaccato

questo dono è in offerta speciale
quest’italia è un grande giardino
in italia non si sta niente male
ogni dono è stato sfasciato

ogni dono è stato sfasciato
è l’italia del grande consumo
è l’italia imprenditoriale
è la notte del santo natale

c’è in italia un piccolo coso
è una cosa che ho fatto in italia
che mi chiede che cos’ho fatto
quando abbiamo rifatto l’italia

questo coso ha nome e cognome
gli sto dando in dono l’italia
gliela incarto con lana di vetro
gliela dono in offerta speciale

non si scartano i doni a natale
oh mio piccolo coso biondastro
ha le mani ferite di taglio
e mi guarda da molto lontano

oh mio piccolo coso biondastro
quando hanno rifatto l’italia
ero chiuso nella piccola ovaia
di un immenso ipermercato

dicembre 12, 2011

ho alle spalle una bestia feroce

ho alle spalle una bestia feroce
e davanti una piccola cosa
hanno entrambe una specie di voce
quest’amore è una camera a gas

quest’amore è una camera a gas
che mi brucia tutta la voce
ho nel centro del collo una cosa
che mi apre e mi spurga feroce

questa cosa che tengo davanti
è una cosa che manda vagiti
ha una testa a forma di croce
che si avvita in filetti nervosi

se dal collo mi esce una croce
di liquami parlanti e nervosi
è un vagito formato pappetta
non c’è niente come non darla

non c’è niente come non darla
vinta a chi ti vuole caduto
ho alle spalle una bestia feroce
fa da peso alla piccola cosa

dicembre 6, 2011

è da tempo che non scrivo più versi

è da tempo che non scrivo più versi
oh mia dolce cotenna gentile
ho sentito toccarmi da dietro
una voce diceva silenzio

una voce diceva silenzio
che non devo più fare parola
una cosa mi toccava da dietro
la cotenna che tengo nel centro

la cotenna che tengo nel centro
della testa fa una danza curiosa
si può dire di tutto di quello
non si parla con la bocca serrata

non di parla di cose d’amore
non si dice una cosa scontata
non si cerca una rima baciata
non si pompa un vestibolo stanco

ecco allora la cosa più nuova
che non scrivo più versi gentili
che non sento più i suoni diversi
dove prima sentivo il dolore

dove prima sentivo il dolore
ora sento dei segni profondi
se ci metto la mano preziosa
va sparendo nel fondo del male

questa cosa del fondo del male
è una cosa che vedo con gli occhi
camminando per le forme del mondo
ho sentito qualcosa toccarmi

partorisco dei figli fiabeschi
da mandare in pasto alla sorte
di una razza di bestie sottili
che feriscono senza parola

queste bestie senza parola
sono come i miei figli fiabeschi
hanno fame di quello che hanno
perso quando hanno vagito

il vagito cotenna gentile
è una specie di grido al contrario
è una voce che aspira le cose
per serrarle per bene nel cuore

ogni cosa serrata nel cuore
è una forma che invecchia per sempre
è una pietra caduta da kripton
in un foro che porta nel niente

novembre 21, 2011

Ho odiato Whitney Houston oggi al bar

Ho odiato Whitney Houston oggi al bar
la sua voce la faccia dei suoi ballerini
la luce dei neon colorati il buio di tutti
gli anni ottanta i sovratitoli che mi dicono

i sovratitoli che mi dicono che lei vuole danza
re con qualcuno, oggi, negli anni ottanta io l’ho
presa da dentro la Whitney e adesso la odio perché
da solo mi sono lasciato inseminare. Nel bar era co

come se non fosse mai esistita o come se ci fosse
sempre stata, lei cantava mentre aspettavo il 12
il caffé, la crisi, il crollo delle strutture princi

Mentre aspettavo il crollo della struttura principale
ho sentito dentro la sua voce il principio del male
lei che mi diceva che non dovevo ruotare, rivoluzionare.

novembre 7, 2011

mi è caduto un pezzo di pane nel barattolo del miele

mi è caduto un pezzo di pane nel barattolo del miele
immobile sembrava un frammento antidiluviano nell’ambra
da fuori il barattolo io ero fuori dal tempo
ero un dinosauro con la barba fatta il maglione rosso

{cercavo tra vulcani & pietre il tuo cuore & la tua ombra}

ottobre 3, 2011

rekiem – II canto del purgatorio

cosa c’era nel mezzo del foro
nel mezzo non c’era l’inferno
era un modo di stare più male
non possiamo soffrire di meno
non possiamo soffrire di meno
della parte cadutaci addosso
è una mano che scende dal cielo
e si ferma schiacciata sul cuore
è una mano che mi preme l’addome
fino a farlo -a forza- spurgare
me ne esce una forza vitale
tutta piena di succo fecale
cade a terra come ferita
e dal tocco ne nasce una pianta
ogni pianta che vedi in giardino
è la forma di una cosa patita
tutto il monte lo vedi ne è pieno
un giardino che grida dolcezza
ogni grido è una mano che ho teso
ogni mano, una mia caduta
nel più basso dei fori terreni
nel più basso dei fori terreni
ho trovato gli odori consueti
ho trovato le cose che avevo
quando ancora non ero un bambino
c’era un fango sgorgato dal suolo
con il suono di un cane malato
c’era il gusto che sentivo sul labbro
era un gusto di bestia colpita
una bestia che sente la testa
tutta quanta spaccata in quartine
ogni quarto una zolla di carne
che tagliavo senza starci a pensare
nella bocca mi cresceva la lingua
come serpe accecata dai labbri
la tenevo ben schiacciata tra i denti
per paura mi mordesse la testa
dal di dentro la testa ha dei fori
in cui passano insetti e serpenti
ogni cosa che ho tenuto nel corpo
ha filiato i suoi filamenti
ogni filo è stata una cosa
una cosa che mi ha aperto la pelle
una volta aperta la pelle
ho sentito un dolore più forte
non c’è niente di più forte del cuore
che è schiacciato dalla mano del cielo
questo amore che vedi di fronte
è tutto quanto l’inferno spurgato
resta un monte con dei mondi diversi
tutti quanti ripieni di piante
ogni pianta ti faccio il riassunto
è una forma di una cosa patita
non possiamo soffrire di meno
della parte che ci è data in affido
ogni cosa che soffro di dentro
è una rosa che divora ogni cosa
posso solo toccarla col dito
e sentirmi una cosa ferita
una cosa ferita da cosa
da una forma che è stata più bella
di ogni cosa la cosa più bella
è sentire la rosa che taglia
dentro al cuore ogni forma di vita
e ne fa una dolce frattaglia
[è l'inferno spurgato dal sale
è la fine della forma animale
è la voce la mia minerale]
[...]

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