ho ucciso migliaia di alieni nella mia vita
salvando la mia umanità e il mio odore e que
sto non ha ti ha reso felice amore non più di
quanto adesso il fatto che ti faccio il verso
cose che fabrizio venerandi scrive così
ho ucciso migliaia di alieni nella mia vita
salvando la mia umanità e il mio odore e que
sto non ha ti ha reso felice amore non più di
quanto adesso il fatto che ti faccio il verso
mi è caduto un pezzo di pane nel barattolo del miele
immobile sembrava un frammento antidiluviano nell’ambra
da fuori il barattolo io ero fuori dal tempo
ero un dinosauro con la barba fatta il maglione rosso
{cercavo tra vulcani & pietre il tuo cuore & la tua ombra}
ora che hai mostrato la tua vera natura
morta ogni cosa dentro di te
stretti i tuoi organi interni fatti di vetro
tutti serrati nel tuo scrigno segreto
se tra poco combatterai il potere chicco
cerca di non farti fare troppo male che
il potere non conosce mezze stagioni ha
cattiva memoria e improvvise azioni
di forza. non vorrei ogni anno in televi
sione rivederti parlando alla nazione
se tu credi che io possa star male
dico se tu pensi di potere entrare
dentro e vedere se credi di potere
vedermi crollare o piangere o balbe
se tu credi di avermi visto felice
se hai letto le cose che ho scritto
per farti vedere che anche sul fondo
c’è un modo di non toccarsi la faccia
se tu senti che balbetto che mi trema
la voce se senti che dico che non riesco
che non riesco a finire una frase una croce
non c’è niente: non è niente: di diverso: non
c’è niente: di strano: la fine non è alla fine:
ma in un momento qualsiasi: che fa male
[uguale:
e come potevamo cantare con il piede straniero
con il piede straniero calzato come potevamo
come potevamo cantare con le nike con la lava
come potevamo cantare con la lavatrice con il ni
con la coca cola con il nintendo come potevamo ca
come potevamo cantare con il piede dolce come pote
vamo cantare con la bocca piena come potevamo con
come potevamo cantare la fame con la pappa impastata
come potevamo cantare la tirannia che ci serrava le bo
le bocche ci serrava la tirannia con il king burger
ci riempiva la voce con la roba scontata con la grande
figata e come potevamo cantare con la nostra voce
ingrassata e volgarizzata e come potevamo sputare
nella nostra bocca iperspalancata e liofilizzata
io non sono il poeta migliore
non sto bene dentro la cosa
se la cosa è una cosa migliore
io rimango a vedere che cosa
io rimango a vedere francesco
che non è tra i poeti migliori
io rimango a vedere francesco
che si alza le palle e le sbatte
per terra le sbatte con suoni
hai presente le palle che sbatte
ndo fanno il suono del verso spe
zzato? una cosa come un belato
una cosa come un belato
è la cosa del poeta migliore
il poeta migliore è sul trono
chi non ama il poeta migliore?
chi non ama il poeta migliore
è ad esempio chi interpreta il trono
a sentirsi quel peso sul cuore
va a finire che ti cada la palla
dove va a finire la palla
va a finire nel più basso dei regni
dove alcuno salva il mio nome
dalla cosa tenuta peggiore
quale cosa oh muse è peggiore
che salvare senza il mio nome
questo odore che scivola via
messo fuori dall’antologia